Dea Manna ۞ Eco Retreat

Thanks to the activity by the Octopus association in Ogliastra and from the inspections carried out we have identified the area for the realization of the “DEA MANNA”, not only an eco camping but a real home for the creation of an ecological community. The activity of the annual gathering called Tantrika, from this year will be finalized to the realization of the Dea Manna and the rigeneration of an abandoned Nuraghe placed on the top of the area, as well as the famous Domus de Janas scattered within the land.

Grazie all’attività svolta dall’associazione Octopus nell’Ogliastra e dai sopralluoghi effettuati abbiamo identificato l’area per la realizzazione della ” DEA MANNA “, non solo un eco camping ma una vera e propria casa per la creazione di una comunità ecologica. L’attività del raduno annuale denominato Tantrika, da quest’anno sarà interamante finalizzata alla realizzazione della Dea Manna e al recupero di un Nuraghe abbandonato posto sulla sommità dell’area, nonchè delle famose Domus de Janas disseminate all’interno del terreno.

In addition to the recurring 9 consecutive days that characterize the Tantrika, there will be a workshop that will start in 2019 with good weather and will last all summer, open only to Octopus members, aimed at eco camping and protecting the holm oak forest .

Oltre ai ricorrenti 9 giorni consecutivi che caratterizzano il Tantrika, è previsto un workshop che partirà nel 2019 con la bella stagione e durerà tutto il periodo estivo, aperto ai soli associati Octopus, finalizzato alla realizzazione dell’eco camping e alla tutela della foresta di lecci.

The proximity to the most beautiful beaches of Sardinia ensures all participants an unforgettable experience.

La vicinanza alle più belle spiagge della Sardegna assicura a tutti partecipanti un’esperienza indimenticabile.

Also a few minutes by car you can visit the fantastic “Is Piscinas” freshwater swimming pools

Inoltre a pochi minuti di macchina è possibile visitare le fantastiche piscine di acqua dolce “Is Piscinas”

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Cenni Storici e di Archeologia

L’archeologia nella seconda metà del Novecento ha svolto un ruolo fondamentale nella determinazione della genesi delle identità europee grazie alla rivoluzionaria scoperta dell’esistenza di una cultura che è non solo precedente, ma addirittura l’opposto di quella indoeuropea da cui noi tutti riteniamo di discendere. I protoindoeuropei erano di cultura Kurgan, un’antica civiltà della Russia Centrale che si espanse nell’Europa orientale, centrale e settentrionale nonché nelle grandi isole del Mediterraneo tra cui la Sardegna. I Kurgan erano una civiltà matriarcale di pastori nomadi che, come scrive l’archeologa Gimbutas nel suo libro, Il linguaggio della dea, “trasse intenso piacere dalle meraviglie naturali di questo mondo. La sua gente non produsse armi letali, eresse invece magnifiche tombe-santuari, templi, case confortevoli. Fu questo un periodo di notevole creatività e stabilità, un’età libera dal conflitto”.
La cultura Kurgan “venerava sia l’universo quale corpo vivente della ‘Dea Madre Creatrice’, sia tutte le cose viventi dentro di esso, in quanto partecipi della sua divinità”, scrive nella prefazione del libro lo storico delle religioni Joseph Campbell che, sottolineando le differenze con la Genesi, aggiunge: “In questa mitologia arcaica la terra da cui tutte le creature hanno avuto origine non è polvere inanimata e vile, ma vita, come la Dea Creatrice“.

In un’epoca come la nostra in cui si vorrebbe cambiare il mondo in senso più ecologico ed egualitario sarebbe opportuno, per trarne spunto, rivolgere lo sguardo alla civiltà matriarcale che aveva al suo centro la terra e la donna, entrambe degne del massimo rispetto in quanto portatrici di un dono inestimabile: la capacità di dare la vita.
Derivati da quella lontana cultura Kurgan, comune ai tanti popoli europei che ne furono influenzati, la natura e la donna ricoprono da sempre nella tradizione sarda un posto importantissimo e fondamentale di cui è valida testimonianza una particolare forma di costruzione preistorica presente in oltre 120 siti archeologici distribuiti soprattutto tra la parte centrale e quella occidentale della Sardegna: la domus de janas, “casa delle fate” in italiano

La planimetria di questi sepolcri ipogei ricorda sia la forma dell’utero femminile che quella di un uovo o del corpo della Dea Madre Creatrice. Composta da uno o più ambienti, la domus derivava grandezza e morfologia dal tipo di roccia presente sul luogo di costruzione: più piccola e irregolare se scavata nel duro granito, più ampia e regolare in presenza di rocce tenere quali trachite, calcare o arenaria.

Eco Camping – I Cuiles

Non un semplice eco camping, la Dea Manna rappresenta la volontà di creare un epicentro culturale il cui unico fine è la salvaguardia dell’ambiente e delle creature che lo abitano. Riprodurre le storiche abitazioni pastorali sarde, rappresenta la possibilità di recuperare antiche forme di architettura a secco ed eco sostenibili.

La base in pietra calcarea – ma anche in vulcanico basalto -, il tetto (conico) con i robusti rami del raro (e oggi protetto) ginepro e frasche varie. Più il sughero e l’argilla per isolare. Sono gli ingredienti base dei Cuiles, le case dei pastori del Supramonte (la montagna più selvaggia della Sardegna), che per millenni hanno popolato le montagne dell’interno della Barbagia (regione culturale sarda). Un esempio eccellente di architettura rurale, in territori spesso difficili da raggiungere, che assicura la sostenibilità ecologica con il soddisfacimento dei bisogni umani primari.

Secondo le analisi storiche e archeologiche i cuiles sono un’eccezionale opera di ingegneria rurale di chiara derivazione nuragica, in quanto è netta la somiglianza della principale infrastruttura con le capanne nuragiche. Del resto, gli stessi antichi abitatori della Sardegna erano un popolo di pastori e agricoltori che si dovettero adattare all’asprezza del territorio sardo per sopravvivere e prosperare.

Vengono costruite creando il muro perimetrale in pietra e innalzando la struttura in legno, di forma conica, di circa 3-4 metri d’altezza. L’ingresso dell’Ovile, chiamato “Su Ennale”, presenta un architrave in ginepro, sorretto da tronchi del medesimo legno, inseriti a mo di pilastro, sulle estremità del basamento in pietre.

In cima della struttura è fissato un cappello chiamato “su cugumale” la cui funzione principale è quella di proteggere il cuile dall’acqua e dalla neve, nonchè di far scorrere l’acqua piovana lungo le travi portanti.

La disposizione di tali travi è fatta in modo tale da poter far fuoriuscire il fumo verso l’esterno, attraverso gli interstizi del legno. Le frasche posizionate all’esterno sopra la struttura portante, completavano l’opera garantendo un ambiente confortevole ed asciutto.

 

Sponsor.: ENEA Centro Ricerche Casaccia http://www.enea.it/it/centro-ricerche-casaccia/

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By |2018-12-07T17:02:38+00:00novembre 16th, 2018|Dea Manna, Ecovillages|0 Comments