Earth Warriors ۞ Shamanic & Esoteric Martial Art

Earth Warriors è un progetto realizzato dall’Associazione Octopus con il fine di promuovere una pratica capace di riscoprire la sacralità della Natura, di infondere un rispetto ed un amore incondizionato per tutte le biodiversità, tutelando il verde, recuperando gli spazi abbandonati e attuando una rigenerazione urbana sostenibile.

La pratica può essere sintetizzata in pochi ma fondamentali punti:

Non Forma – Prima di perdere la forma è necessario recuperarne una sana, sia in termini posturali che in termini di respirazione ed atteggiamento. Lo Yoga Sciamanico è una pratica importante a tal fine, un’attività dolce ma contemporaneamente profonda in grado di restituire al praticante una corretta forma fisica e spirituale.

Potere Personale – Tecniche in grado di sviluppare capacità di potenziamento e controllo mentale. Avvelendosi di un sapere antico legato allo shintoismo e al buddhismo tantrico, i praticanti possono raggiungere la consapevolezza di poter fare qualsiasi cosa o niente. La capacità di perseguire i propri obbiettivi senza turbare l’ordine naturale delle cose, rappresenta un potere esoterico che non trova eguali in nessun altra pratica;

La Natura è un Mandala – Praticare all’aperto a diretto contatto con i 5 elementi, terra, acqua, fuoco, vento ed il grande vuoto. La Natura stessa diviene un mandala utilizzato durante la pratica, una riconnessione necessaria e oggi più che mai fondamentale per intraprendere un cammino di tutela e difesa ambientale. La Montagna, il Mare ed i Fiumi divengono luoghi sacri a cui accediamo per un percorso iniziatico di morte e rinascita spirituale.

Il Combattimento – La tradizione marziale promossa, rappresenta un sapere millenario tramandato da secoli nella Terra degli Dei, il Giappone. Molti sport da combattimento praticati nelle palestre, rappresentano una commercializzazione di un sapere molto più vasto che si sviluppò per proteggere gruppi o etnie in netta minoranza rispetto all’ordine costituito che minacciava di distruggerli. Le tecniche insegnate non sono belle da vedersi, non sono spettacolari ma sono molto efficaci in caso di autodifesa. L’insieme degli insegnamenti promossi, devono essere considerati come una vera e propria arte per il corpo, la mente e lo spirito. La componente marziale è fondamentale ma è vista come l’ultima possibilità, per difendere noi stessi, la nostra famiglia o la comunità in cui viviamo.

Pensiero, Parola ed Azione.

Lo Shugendō è una pratica avvolta nel mistero e nella magia: si narra di maestri illuminati dai poteri sovrannaturali, saggi capaci di resistere nudi sulla neve o sotto le cascate, in grado di muoversi sul terreno quasi volando. La capacità di coprire grandi distanze in corpi smaterializzati o di essere in grado di stabilire un contatto telepatico per fornire insegnamenti, sono caratteristiche che accomunano i grandi maestri dello Shugendō ai Lama Tibetani o agli Sciamani delle Americhe.

La padronanza dei 5 Elementi (Terra, Acqua, Vento, Fuoco ed il Grande Vuoto) e dell’Energia Vitale (Prana, Chi, Qi oppure KI) permettono ai praticanti di ottenere salute e longevità.

La consapevolezza di poter fare qualsiasi cosa o niente, rappresenta il potere personale che quest’arte è in grado di conferire a tutti i suoi praticanti.

Oggi come allora, lo Shugendō viene praticato ed amato da tutti coloro che sentono una connessione particolare con Madre Natura, che sentono la necessità di indirizzare tutti i loro sforzi in una sola direzione: proteggere la Terra e tutte le Biodiversità. Questa è la via dei moderni “Eco Warriors”.

CENNI STORICI

Lo Shugendō (修験道 letteralmente “la via del potere spirituale mediante l’ascesi”) ha avuto origine durante il periodo Heian , ossia nel periodo di massimo sviluppo dell’arte in Giappone.

Si ritiene che lo Shugendō sia frutto dell’incontro tra gli antichi riti Sciamanici Shintoisti e le dottrine ed i rituali del Buddhismo Esoterico Tantrico. I praticanti dello Shugendō, conosciuti come Yamabushi (山伏), facevano pellegrinaggi in sacri luoghi di potere, di solito sperduti tra le montagne o i boschi, erano conosciuti per i loro poteri soprannaturali e le loro tecniche di invincibilità in combattimento.

Lo Shugendō ha una tradizione ascetica che trae origine dall’antico culto giapponese della Natura, considerata sacra. Era infatti credenza acquisire un potere sovrannaturale, attraverso rigorose pratiche di meditazione condotte in luoghi selvaggi e remoti.

Lo Shugendō trova il suo fondatore nella figura semi-mitica dell’asceta En-no-gyōja (役行者), attivo nell’area di Nara fra il VII e l’VIII secolo, un asceta dai poteri miracolosi, grande maestro di tecniche esoteriche, considerato da molti il primo Shugenja o guerriero Tengu.

Una delle caratteristiche peculiari dello Shugendō è la relazione instaurata tra Uomo, Divinità e Natura, quest’ultima rappresentata dallo spazio sacro dei luoghi selvaggi.

Lo Shugendō può essere definito come una tradizione ascetica che ha fatto della Natura il fulcro della propria visione. Mettendosi in cammino l’asceta lascia alle sue spalle il mondo degli uomini, giudicato corrotto e confuso, e compie un itinerario mistico di ascesa fisica nella Natura, che simboleggia una progressione spirituale verso la conoscenza ultima.

È compito dell’asceta rivelare la sacralità della Natura e trarne il potere spirituale.

Nello Shugendō la Natura, intesa come la montagna, il fiume o il mare, è considerata come la proiezione concreta e terrena di un mandala, uno spazio sacro rappresentante simbolicamente l’universo. Allo yamabushi venivano trasmessi degli insegnamenti iniziatici segreti che gli consentivano di interpretare il mandala per poter giungere alla conoscenza ultima.

Il consolidamento della dottrina dello Shugendō e il suo incontro con quella buddhista indusse gli Yamabushi a non cercare la propria salvezza individuale solo attraverso pellegrinaggi solitari, ma a volgere le loro conoscenze e pratiche rituali al servizio della gente, soprattutto per la salvezza dei contadini poveri. Le pratiche ascetiche degli Yamabushi si diffusero così tra i villaggi giapponesi, e i loro poteri spirituali divennero particolarmente richiesti per l’allontanamento di influenze maligne, per la predizione del futuro e per la cura delle malattie. Vennero resi accessibili i luoghi sacri, e la popolarità dello Shugendō divenne sempre maggiore. Si pensa che i primi Ryu di Ninjutsu derivino proprio dagli insegnamenti tramandati dagli Yamabushi.

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By |2020-07-07T10:58:50+00:00aprile 25th, 2020|Art & Events, Tantrika|0 Comments